Ripensare la 'natura' / Rethinking 'Nature' – 1. Questioni aperte/Burning Issues PDF Print E-mail
Written by Flavia Monceri   
Tuesday, 08 July 2014 15:38
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Copertina_Teoria_2014-1

The notion of nature is one of the most recurring, and perhaps questioned, notions in Western thinking, from «hard» sciences, to philosophy, human and social sciences. Although its definition was never obvious, nature currently seems in need of a more radical rethinking, also due to the increasing relevance of research fields that compel to its revision. This is just the goal of the present issue of «Teoria», which also aims to let a number of hints emerge to correct, modify or even replace current definitions and understandings of nature with more adequate ones to constitute an effective reference for the problems of our time. The essays in this collection are the result of an international Call for Papers, which had a very important response in terms of number and quality of the submitted abstracts, as further proof of the fact that rethinking nature is in and for itself one of the burning issues of our time. And just by virtue of the number, quality, and interest of the submitted papers, it was decided to devote to «Rethinking ‘Nature’» both issues of «Teoria 2014». Hence, to this first issue on «Burning issues» a second one will follow on «Authors and problems».

 

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Hope and the Human Condition / Speranza e condizione umana PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Wednesday, 12 March 2014 17:43
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CopertinaLa speranza è un tratto peculiare della condizione umana. Prima di es- sere oggetto di convinzioni religiose, progetti politici o ideologie, la speranza è una tensione costante inscritta nella natura umana, una tensione verso un bene futuro, verso qualcosa che non è ancora e attualmente sembra essere fuori della nostra portata. Ma non dobbiamo dimenticare che la speranza è qualcosa di più della semplice aspettativa. Infatti l’aspettativa è una previsione basata su modelli di sviluppo già accertabili nella nostra esperienza del passato e del presente: «Dato questo è il modo in cui le cose si svolgono di solito, è ragionevole aspettarsi che x accadrà». La speranza, invece, è diversa, perché è tensione verso un ‘non ancora’ che trascende i limiti del presente e che spesso va oltre le aspettative (se non contro di esse). La speranza è un dinamismo del nostro senso temporale dell’esistenza, è un’apertura proiettiva ma è anche un impegno attivo per produrre un futuro con crescita di significato e di consapevolezza.

I saggi qui raccolti esaminano la questione della speranza sotto diverse prospettive: storica, filosofica, letteraria, politica e teologica. Per la maggior parte si tratta di versioni rivedute e ampliate di comunicazioni presentate e discusse in un convegno che ha avuto luogo a Evanston (Illinois, USA) il 27 e 25 aprile 2012, come espressione di una collaborazione scientifica tra l’Università di Pisa e la Northwestern University, coordinata dai professori Adriano Fabris e Kenneth Seeskin.

Last Updated on Wednesday, 12 March 2014 17:54
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Hegel - "Scienza della logica" PDF Print E-mail
Written by Adriano Fabris, Claudio Cesa   
Tuesday, 09 July 2013 16:34
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2013-1Il primo tomo della Wissenschaft der Logik fu pubblicato alle fine di aprile 1812; esso reca, nel frontespizio: Primo volume. La logica oggettiva. Il secondo uscì dalla tipografia nel dicembre dello stesso anno, recando però, come data, 1813; nel frontespizio, sotto il titolo, si legge: Primo volume. La logica oggettiva. Secondo libro. La dottrina dell’essenza. Che, nel tomo uscito in aprile, non fosse indicato che si trattava solamente del primo libro, la Logica dell’essere, è dovuto al fatto che, quando Hegel cominciò a passare il manoscritto in tipografia, riteneva ancora che l’intera logica oggettiva “la logica metafisica ovvero ontologica” potesse trovar posto in un solo tomo. Il terzo volume, La logica soggettiva, che Hegel sperava di far seguire immediatamente, uscì invece alla fine del 1816; e non si sa a cosa si debba attribuire la dilazione.

Sulla logica, e più su quella oggettiva che su quella soggettiva, Hegel lavorò quasi senza interruzione, dall’inizio della sua attività accademica a Jena (fine 1801) sino, letteralmente, alla morte; l’ultimo biglietto che egli scrisse (13 nov. 1831) fu per accompagnare l’invio, al tipografo, del motto latino che doveva esser messo in exergo alla nuova, e ampliata, edizione del primo volume; e l’ultimo sedicesimo delle bozze di stampa arrivò a casa sua poche ore dopo la sua morte. Di una nuova edizione, la necessità gli si era profilata intorno al 1827; ma, durante tutto il suo insegnamento berlinese (1818-1831) aveva tenuto, ogni anno, nel semestre estivo, un corso di “Logica e metafisica”; soltanto l’ultimo anno esso fu intitolato semplicemente “Logica”; come testo base per le lezioni, veniva usata la Enciclopedia delle scienze filosofiche.

Last Updated on Tuesday, 09 July 2013 16:43
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