Il corpo digitale PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 26 Maggio 2011 13:32

Marturano, A. (ed.), Il Corpo digitale: natura, informazione, merce, G. Giappichelli Editore, 2010

 

 

Il libro è un'antologia (divisa in tre parti) che propone una riflessione multidisciplinare sulle molte questioni legate alla digitalizzazione del corpo umano; gli interventi sono firmati da studiosi diversi per formazione, area disciplinare e provenienza. La prima parte della raccolta, La trasformazione dei corpi in informazione si concentra sugli aspetti più teorici di questo recente fenomeno e sui problemi morali che esso comporta. Il primo saggio, Il concetto di informazione genetica di Antonio Marturano, indaga sul concetto d'informazione nell’ambito della biologia molecolare; esso mostra non solo come il modello «informazionale» sia stato uno «strumento operazionale» fondamentale nello sviluppo e la promozione della ricerca genetica, ma anche come tale modello sia stato ipostatizzato, provocando diversi problemi etici. Nel suo articolo Il cattivo, il brutto e il virtuale: l’etica nell’età del virtuale Mark Poster, uno studioso americano di media studies, si interroga sul modo in cui la riflessione etica entra nei new media; secondo Poster i media «de-terrirorializzano» la cultura, sconvolgendo le certezze morali, come ha fatto appunto il film Il buono, il brutto e il cattivo (1966) di Sergio Leone con il western movie. L’era virtuale è caratterizzata da una specie di vita culturale che è al di là del bene e del male e perciò internet sollecita un ripensamento radicale dell’etica e della politica; Poster propone la filosofia di Nietzsche come punto di partenza. Il terzo contributo, Biometria, identificazione e sorveglianza di David Lyon, si concentra sui problemi etici dell’uso della biometria: l’idea che essa, come strumento di identificazione e verifica dell’identità, possa offrire una soluzione ai problemi di sicurezza in ambito governativo è molto diffusa tra politici e accademici soprattutto dopo l’11/09. Il problema dell’identificazione biometrica risiede nel fatto che essa privilegia certi gruppi e svantaggia altri già vulnerabili ed emarginati. Inoltre nella biometria il corpo stesso diventa «informazioni», che si riferiscono a dati astratti e che escludono il «corpo auto attestante», ovvero quelle storie raccontate dalla persona il cui corpo è sotto esame.

 

La seconda parte del libro, Il corpo digitale come merce, riflette sulle problematiche etiche della commercializzazione del corpo digitale. Nel loro articolo, dal titolo I database genomici. Un bene pubblico globale, Ruth Chadwick e Sarah Wilson si chiedono se i database genomici siano davvero dei beni pubblici globali; a loro avviso vi è una certa ambiguità nell’utilizzo del concetto «bene pubblico globale»: si tratta di un bene naturale o di un bene sociale? Trascurare questa distinzione ha implicazioni gravi per la giustizia internazionale. Il secondo contributo, Dal corpo fisico al corpo digitale e ritorno della giurista Monica Senor afferma che il corpo digitale, annullando la distinzione tra la sfera pubblica e privata, suscita interesse perché è merce e fonte di potere; il problema di questo fenomeno risiede nel fatto che spesso il singolo individuo perde controllo sui propri dati digitali personali. La sezione si chiude con l’articolo Oltre l’Human Enhancement: i limiti del transumanesimo di Antonio Spagnolo e Francesca Giglio: secondo i due studiosi la disciplina del transumanesimo non va affatto verso una promozione della condizione umana, ma tende invece a svalutarla. L’equazione maggior capacità = vita migliore è alla base del pensiero di enhancement, ma la domanda è se si possa identificare la felicità con un perfetto funzionamento del corpo. Per di più, l’ideale del potenziamento (cognitivo) rischia di trasformare alcune variazioni nella natura umana in disabilità o malattie.

L’ultima parte del libro è dedicata alle immagini virtuali dei corpi. Il primo saggio (Ri)configurare il corpo nell’età dell’informatica del ricercatore francese Raphael Cuir afferma che la frontiera tra scienza e fantascienza diviene sempre più fluida, come quella tra il reale e la sua rappresentazione, fino al punto che non accettiamo più gli effetti del reale. Ciò che ne consegue è la tendenza a seguire il modello virtuale per reinventare il nostro corpo. L’ultimo contributo, Dai rapporti faccia a faccia ai rapporti mediati dallo schermo: effetti sulla natura delle relazioni sociali di Andrea Resca, si sofferma sulla questione della diffusione delle tecnologie dell’informazione: le relazioni faccia a faccia sono sempre più affiancate da quelle tra faccia e schermo.

Il libro offre ai lettori diversi livelli sui quali la discussione sul corpo digitale può essere affrontata: dalla biometria allo human enhancement, dai database genomici alla biologia molecolare, e all’estetica. Tuttavia, per un libro che per il suo approccio multidisciplinare, intende distinguersi da altri libri che si occupano delle medesime questione era auspicabile anche una riflessione sul  rapporto tra gender e digitalizzazione corporea. Nonostante ciò il buon approfondimento degli argomenti scientifici trattati invita il lettore a riflettere sull'odierna rivoluzione informatica. Gli interventi, piacevoli nella lettura, ricchi di analisi e accurati nella trattazione. Il Corpo digitale rappresenta dunque una lettura molto interessante su un fenomeno ancora poco esplorato in Italia.

Eva De Clercq