2006/1
2006/1 - L'identità in questione PDF Stampa E-mail
Scritto da Adriano Fabris   
Lunedì 03 Settembre 2012 10:44

La questione dell’identità si è presentata negli ultimi anni, con sempre maggiore importanza, all’attenzione dell’indagine filosofica. A seguito della crisi che ha conosciuto il modello identitario, elaborato sia dalla metafisica classica che dalla dialettica idealistica e post-idealistica, si è sempre più imposta la necessità di ripensare radicalmente questa tematica, l’identità, mostrando fino a che punto essa risulti, per dir così, inquietata da un’alterità che costitutivamente l’attraversa e che risulta oltremodo difficile eliminare. La questione non riveste però, solamente, un carattere astratto, ma richiede anche di essere affrontata con urgenza, tenendo conto soprattutto dei mutamenti culturali e sociali che hanno caratterizzato la storia recente. Ecco allora che diviene opportuno tematizzare le categorie di ‘identità’ e di ‘alterità’ per pensare in maniera adeguata la situazione contemporanea: da una prospettiva filosofica, ripeto, e non semplicemente socio-culturale.

È questo il compito del presente fascicolo di Teoria. In esso il tema prescelto è affrontato, come di consueto, sia da un punto di vista storico-filosofico che in una chiave più propriamente teorica. Non mancano dunque sondaggi che più esplicitamente si riferiscono ad autori classici e contemporanei del pensiero occidentale: da Aristotele a Cusano, da Fichte a Heidegger, da Levinas a Derrida. Ma, insieme, in esso vengono ospitati scritti che si confrontano in maniera originale con particolari tematiche: con la riproposizione, ad esempio, del tema dell’identità quale si ritrova nella filosofia di Severino, nonché con le questioni della differenza di genere e con la figura del transgender, quale modello di un’identità che oltrepassa la distinzione fra i sessi.

Con questo fascicolo, giunta ormai al ventiseiesimo anno di pubblicazione, Teoria inaugura la sua terza serie. Motivi editoriali, volti a favorire una maggiore diffusione della rivista, hanno consigliato di iniziare questa nuova avventura. D’ora in poi, dunque, Teoria si caratterizzerà per un taglio ancor più decisamente monografico – proseguendo la tradizione del “riquadro tematico”, da molti anni caratteristico di questa pubblicazione – e per un formato più invitante. Non cambierà tuttavia il suo profilo culturale, affinatosi nel corso dei venticinque anni di partecipazione al dibattito filosofico italiano. Come infatti ricordava Vittorio Sainati, nell’editoriale premesso alla “nuova serie” della rivista, Teoria si configura soprattutto “come luogo d’incontro e di confronto”, e perciò “rifiuta ogni ancoraggio a prospettive scolasticamente precostituite o irrigidite, nell’intento di recare qualche contributo alla libera e feconda convergenza dialettica di molteplici esperienze di ricerca”. Su questa linea Teoria continuerà appunto il suo cammino: aperta ai problemi del presente, fedele a un’impostazione filosofica al di là di ogni schema imposto.

 

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2006/1 - Identità, essenza ed accidente PDF Stampa E-mail
Scritto da Mauro Mariani   
Lunedì 03 Settembre 2012 10:54

Mauro Mariani // Identità, essenza ed accidente

Teoria 2006/1, pp. 7-30

 

In Met. Z 6, Aristotele afferma, fra l’altro, che le cose di cui si parla per coincidenza sono diverse da ciò che per esse è l’essere. Purtroppo, le argomentazioni che dovrebbero sostenere questa asserzione sono insufficienti e Aristotele stesso sembra mettere in dubbio la loro validità. Obiettivo di questo articolo è sottolineare le caratteristiche dialettiche di Met. Z 4-6 al fine di mostrare la struttura logica di tali argomenti e di avanzare una nuova interpretazione che rivendichi ciò che a mio avviso Aristotele voleva affermare, cioè che il suo primo argomento è effettivamente insostenibile, mentre il secondo pare funzionare.

 

In Met. Z 6 Aristotle argues, inter alia, that things which are spoken of coincidentally are different from what being is for them. Unfortunately the arguments which are aimed at supporting this claim are less than compelling, and Aristotle himself seems to cast serious doubt on their validity. The main purpose of this paper is to stress the dialectical features of Met. Z 4-6 in order to display the logical structure of the abovementioned arguments and to put forward a new interpretation that vindicates what is, on my mind, Aristotle’s claim, i.e. that his first argument is actually untenable, while his second looks sound.

 

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2006/1 - Ipseità, diversità e dia-ferenza PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Tomati   
Lunedì 03 Settembre 2012 11:14

Francesco Tomati // Ipseità, diversità e dia-ferenza

Teoria 2006/1, pp. 31-35

 

Scopo di questo articolo è comprendere il significato originale dei termini “ipseità”, “diversità” e “/dia-ferenza/”, studiando le idee occidentali di “identità” e “alterità”. Identità viene dal latino /idem/, che indica un’identità autoreferenziale, espressa dall’uguaglianza di ciascuno con se stesso. D’altra parte, il latino /ipse/ indica un’identità divisa, differenziata, che si costruisce mediante un movimento e una relazione con l’altro. Nell’ipseità possiamo comprendere la /dia-ferenza/ che caratterizza ogni realtà differente, la non-alterità che è capace di qualsiasi relazione.

 

This paper aims to understand the original meaning of the terms “ipseity”, “diversity” and “/dia-ferenza/”, by studing the occidental ideas of “identity” and “otherness”. Identity comes from latin /idem/ that means an autoreferencial identity, expressed by the equality of oneself with himself. The latin /ipse/, on the other hand, mens a divided identity, a differentiated one, which build itself by a movement and a relationship with an other one. In the ipseity we can so understand the /dia-ferenza/ which caracterizes every different reality, the non-otherness which is capable of every relation.


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2006/1 - Fichte: l’orizzonte comunitario dell’etica PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Ivaldo   
Lunedì 03 Settembre 2012 11:13

Marco Ivaldo // Fichte: l’orizzonte comunitario dell’etica (le lezioni del 1812)

Teoria 2006/1, pp. 37-54

 

Nella sua Etica del 1812, Fichte sviluppa una teoria della moralitù come incarnazione di valori morali e ideali etici in un contesto di comunicazione. L’idea morale è “immagine di Dio”. L’identià individuale può formarsi solo attraverso un processo di interazione. Non c’è Io senza Altro. La comunità morale è il manifestarsi dell’Assoluto. L’amore creativo è visto come “sigillo di moralità”: questa è forse la differenza principale con l’Etica del 1789.

 

In his Ethics of the year 1812 Fichte developes a theory of morality as incarnation of moral values and ethical ideas in a context of communication. The moral idea is “image of God”. Individual identity can be formed only through the interactive process. No I without the Other. Moral community is the manifestation of the Absolute.The creative love is seen as the “signet of morality”: this is probably the greatest difference from the Ethics of the year 1798.

 

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2006/1 - Cosa significa diventare ciò che si è PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonia Pellegrino   
Lunedì 03 Settembre 2012 11:10

Antonia Pellegrino // Cosa significa diventare ciò che si è. Forme e aspetti del problema dell’identità in Martin Heidegger

Teoria 2006/1, pp. 55-70

 

Questo articolo analizza l’approccio di Heiddeger al problema dell’identità dalle prime lezioni universitarie degli anni Venti fino a Identità e differenza del 1957. Heiddeger era innanzi tutto messo dinanzi al problema della crisi del pensiero occidentale che emergeva dallo storicismo e dal relativismo: la sua soluzione fu quella di respingere un’universalità senza tempo in favore della vita e delle sue categorie. Gradualmente, questa posizione si è evoluta in una riflessione sull’identità dell’esistenza umana nella differenza da ogni esistenza fissa. In una terza forma, che si sviluppa dopo Essere e tempo, l’identà – ora vista come assoluta – diventa la principale protagonista della metafisica, originata da una deriva antropologica del pensiero. In Identità e differenza Heiddeger distingue tra un significato metafisico e uno iniziale di identità; cionondimeno ascrive all’idendità iniziale le stesse caratteristiche attribuite in precedenza all’esistenza: è ancora antropologia, e ancora metafisica?

 

This article analyses Heidegger’s approaches to the problem of identity from the early university lecturers of the Twenties until Identity and difference, 1957. First of all, he was faced with the crisis of identity of Western thought arising from historicism and relativism: his solution was the rejection of timeless universality in favour of life and its categories. Gradually, this evolved in a reflection on the identity of the human existence in its difference from every fixed essence. In a third form, taking place after Being and Time, identity, now seen as absolute, becomes the main character of metaphysics, originated from an anthropological drift of the thought. In Identity and difference H. distinguishes between a metaphysical and an initial meaning of identity: nevertheless he ascribes to the initial identity the same characters previously attributed to the existence: is that still anthropology, and still metaphysics?

 

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2006/1 - Il primato dell’alterità e le metamorfosi dell’identità in Emmanuel Levinas PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Camera   
Lunedì 03 Settembre 2012 11:05

Francesco Camera // Il primato dell’alterità e le metamorfosi dell’identità in Emmanuel Levinas

Teoria 2006/1, pp. 71-91

 

Obiettivo di questo articolo è esaminare la relazione tra identità e alterità nel lavoro filosofico di Emmanuel Levinas. In esso troviamo la supremazia etica dell’alterità, che è separata dall’essere e dall’identità. Ma l’identità non scompare, è sottoposta a un profondo cambiamento etico attraverso le tesi paradossali della sostituzione e dell’espiazione.

 

The intention of this paper is to examine the relationship between identity and otherness in philosophical work of Emmanuel Levinas. In this work we find the ethical supremacy of otherness, which is separated from beeing and from identity. But identity doesn’t disappear, undergoes a deep ethical change through the paradoxical theses of substitution and expiation.

 

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2006/1 - Sulla logica dell’opposizione PDF Stampa E-mail
Scritto da Leonardo Samonà   
Lunedì 03 Settembre 2012 11:03

Leonardo Samonà // Sulla logica dell’opposizione: l’alterità tra Derrida e Levinas

Teoria 2006/1, pp. 93-111

 

Derrida si è sempre più avvicinato al pensiero dell’alterità decostruendo la supremazia metafisica dell’identità, usando una nuova logica: la logica del doppio legame all’opposizione, che è accettata quando è soggetta alla supremazia dell’identità, ma che è rifiutata quando è opposta a tale supremazia. Soppesando questa opposizione e la sua irriducibilità, Derrida accettò l’attenzione per l’altro tipoca della filosofia di Levinas; ma, in tal modo, il pensiero dell’alterità giunge a legarsi alla violenza.

 

Derrida got nearer and nearer to the thought of otherness by deconstructing the metaphysical supremacy of identity, using a new logic: the logic of the double bind to opposition which is accepted when it’s subjected by the supremacy of the identity, but which is refused when it’s opposed to this supremacy. By considering this opposition in its irreducibility Derrida accepted the attention for the other typical of Levinas’ philosophy; but, in this way, the thought of otherness comes to be linked with violence.

 

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2006/1 - Tutto diverso dalla negazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Luigi Vero Tarca   
Lunedì 03 Settembre 2012 11:02

Luigi Vero Tarca // Tutto diverso dalla negazione

Teoria 2006/1, pp. 113-135

 

Rispondendo alla critica di Severino, che gli obietta che non c’è alcun tipo di differenza che non sia una forma di negazione, Tarca vuole in questo saggio dimostrare la distinzione tra differenza e differenza negativa.

 

By answering to a Severino’s critic who objects him that there is no kind of difference which is not a form of negation, Tarca, in this paper, aims to show the distinction between difference and negative difference.

 

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2006/1 - L’identità come pratica dell’identificazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Flavia Monceri   
Lunedì 03 Settembre 2012 10:59

Flavia Monceri // L’identità come pratica dell’identificazione

Teoria 2006/1, pp. 137-152

 

In questo articolo, l’autrice sostiene che la nozione di identità ha origine a un livello intersoggettivo dalle pratiche di identificazione e auto-identificazione, la cui attualizzazione è necessaria gli individui perché possano interagire l’uno con l’altro. Pertanto, il termine stesso ‘identità’ dovrebbe essere considerato fuorviante nella misura in cui comporta un riferimento ad una identificazione (sociale). Nella prima parte, viene presa in considerazione la relazione tra identità e identificazione alla luce della nozione di «stigma» esposta da Erving Goffman. Nella seconda parte, si discute brevemente il caso dell’identità di sesso/genere di «persone transgender» per dimostrare in che modo la sovrapposizione tra identità e identificazione sia strettamente collegata al controllo sociale della diversità individuale.

 

In this article the author maintains that the notion of identity originates at the intersubjective level from identification and self-identification practices, whose actualization is needed in order for individuals to interact with each other. Therefore, the very term identity should be considered as misleading in that it always entails a reference to (social) identification. In the first section, the relationship between identity and identification is considered in the light of Erving Goffman’s notion of «stigma». In the second section, the case of the sexual/gender identity of «transgendered persons» is briefly discussed in order to show in what sense the overlapping between identity and identification is closely related to the social control of individual diversity.

 

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2006/1 - Problemi di identità maschile PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni Ventimiglia   
Lunedì 03 Settembre 2012 10:57

Giovanni Ventimiglia // Problemi di identità maschile

Teoria 2006/1, pp. 153-174

 

Negli ultimi anni sono emerse nel mond molte associazioni e molti movimenti in difesa dei diritti e della cultura degli uomini. Questo articolo analizza le cause del fenomeno e le teorie che vi stanno dietro. Ma un’analisi puntuale di queste teoria non potrebbe essere sviluppata senza lo studio dell’influenza delle nuove tecnologie sulle relazioni tra i generi. L’articolo quindi discute anche la nozione di “cyborg” in relazione ai problemi di genere.

 

In the last years many associations and movements in defense of men’s rights and men’s culture are rising in the world. This paper aims to analyse the causes of this phenomenon and the theories which lie beneath it. But a real analysis of these theories could not be developed without studing the influence of new technologies in the relationship between genders. For the paper includes a discussion of the concept of “cyborg” in relation with gender’s problems.

 

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