La figura e il pensiero di Armando Carlini PDF Stampa E-mail
Scritto da Adriano Fabris   
Mercoledì 19 Gennaio 2011 14:50

Questo volume di «Teoria» è dedicato al ricordo di due maestri dell’Università di Pisa, i quali, sia pure su versanti diversi e a distanza di anni, hanno segnato momenti significativi dell’intera ricerca filosofica italiana. Apre infatti il fascicolo un testo nel quale Carlo Marletti compie un’accurata disamina della figura e dell’opera di Renzo Raggiunti (1916-2007). Fra i primi a introdurre in Italia la fenomenologia di Husserl e le più innovative tendenze della filosofia del linguaggio, Raggiunti ha pubblicato numerosi volumi (di alcuni dei quali Marletti fornisce ampia discussione, mettendoli a confronto con i più recenti sviluppi del dibattito contemporaneo), è stato insieme all’amico Vittorio Sainati fondatore di «Teoria», di cui ha seguito in particolare la sezione di «Logica e filosofia del linguaggio» della prima serie, ha esercitato per molti anni un magistero indiscusso nell’Ateneo pisano come titolare della Cattedra di Filosofia Teoretica. È un tributo d’onore dovuto a Raggiunti, dopo essere stati costretti ad annunciare in poche righe la sua morte appena avvenuta (nel fascicolo 2007/1 di «Teoria»), cogliere ora l’occasione di ospitare un’articolata e competente riflessione sull’intero suo pensiero.

 

«Teoria» ospita poi, per gran parte di questo numero, una serie di interventi sulla figura e sull’opera di Armando Carlini. Carlini (1878-1959) fu filosofo importante nel panorama italiano, e non privo di riconoscimenti internazionali. Al di là delle sue vicende umane e politiche – vissute sempre con un’onestà intellettuale che, a volte, aveva rasentato quell’ingenuità che è tipica di molti filosofi – Carlini contribuì, su di un piano culturale, a introdurre nel dibattito italiano gli studi più recenti, a livello internazionale, riguardanti Locke, Aristotele, Cartesio, dedicandosi a traduzioni e ad indagini su questi e su altri importanti classici del pensiero, e facendo altresì nascere la Piccola Biblioteca Filosofica di Laterza come luogo di ampia diffusione, al di là del ristretto circolo degli addetti ai lavori, degli autori più significativi del pensiero occidentale.

Su di un piano più personale e originale egli elaborò, in polemica sia con Croce che con Gentile, una riflessione sulla corporeità, sull’esistenza, sulla sensibilità che rendeva possibile incarnare in una dimensione concreta quello «spirito» di cui parlavano, in maniera fin troppo unilaterale, i neoidealisti italiani e i loro epigoni. Ne è derivato, per un verso, la possibilità di un incontro, pur nella notevole differenza d’impostazione, con quanto per esempio Heidegger aveva elaborato con la sua filosofia dell’esistenza (e Carlini fu infatti fra i primi che introdusse Heidegger nel contesto italiano, anche attraverso specifiche traduzioni); e, per altro verso, la possibilità di ripensare, al di là di quell’oggettivismo difficilmente difendibile al quale rimaneva ancorato il neotomismo del nostro paese, un cristianesimo che avesse al proprio centro l’azione dinamica, ma concretamente incarnata nella personalità umana, dello spirito di Dio.
Per celebrare i cinquant’anni dalla morte di Armando Carlini l’Università di Pisa, il Dipartimento di Filosofia, le Edizioni ETS e la rivista «Teoria» hanno organizzato il giorno 10 novembre 2009 una Giornata di studi, i cui atti vengono appunto pubblicati (a eccezione, sfortunatamente, del contributo di Franco Lo Moro) in questa sede. Ai lavori avevano partecipato Claudio Cesa, Adriano Fabris, Leonardo Messinese, Franco Lo Moro, Massimo Barale, Simonetta Bassi, Stefano Perfetti e Daria Trafeli. In questo volume della rivista i saggi sono pubblicati secondo l’ordine degli interventi tenuti al Convegno.
La celebrazione del Convegno è stata però anche l’occasione di un altro importante avvenimento. Le famiglie Carlini, Canale, Gheri hanno infatti deciso, a seguito di questa iniziativa, di donare alla Biblioteca di Filosofia e Storia dell’Università di Pisa, diretta da Cinzia Bucchioni, l’intera biblioteca di Armando Carlini, finora conservata nella casa di famiglia sita a Pisa, in via Corsica, per metterla a disposizione degli studiosi interessati. La biblioteca contiene vari volumi di grande importanza: come si potrà ricavare dalla presentazione del fondo Carlini che, alla fine di questo volume di «Teoria», viene fatta da Daria Trafeli. La cerimonia di consegna della biblioteca di Armando Carlini all’Università di Pisa – l’Università, peraltro, della quale Carlini stesso era stato Rettore dal 16 novembre 1927 al 20 settembre 1935, e nella quale aveva insegnato gran parte della sua vita – si è svolta, in un’atmosfera di vera e propria festa, il 10 maggio 2010. Mi è gradito cogliere anche questa occasione per ringraziare le famiglie Carlini, Canale, Gheri (e, in particolare, il collega e amico Giovanni Gheri) per questo gesto di grande generosità.
Fra le carte che facevano parte del lascito vi erano anche pochi testi manoscritti. La maggior parte di essi, infatti, erano andati perduti o erano stati distrutti a seguito degli eventi bellici. Ci è parso però utile e importante, qualora risultassero in connessione con i saggi che vengono pubblicati in questo fascicolo della rivista, dare in Appendice un piccolo saggio di questi scritti. Si tratta di appunti e di lettere, di abbozzi e di lavori più o meno brevi che, seppure in qualche caso furono anche pubblicati, risultano ormai introvabili. Naturalmente alle famiglie Carlini, Canale, Gheri va tutta la nostra gratitudine anche per aver consentito la pubblicazione su «Teoria» di queste pagine: capaci sicuramente di contribuire a restituirci il profilo speculativo e umano di una delle personalità più rilevanti del Novecento filosofico italiano.

 

 

Acquista online fascicolo cartaceo dal sito dell'editore

Acquista il fascicolo in PDF da Casalini Digital